Agricoltura nello spazio, le sfide del cibo oltre la Terra
Il 13 maggio a Venezia il convegno di Veneto Agricoltura con astronauti, ricercatori e agenzie spaziali. In programma laboratori e masterclass internazionali
Cosa si mangia sulla Luna? E come si coltiva in assenza di gravità? Sono domande che fino a qualche anno fa sembravano fantascienza, ma che oggi sono diventate urgenti quanto quelle sull'agricoltura terrestre. Il 13 maggio Venezia ospita un evento che mette faccia a faccia il mondo dell'agroalimentare e quello dell'esplorazione spaziale: «Agricoltura lunare, anzi spaziale: l'ecosistema che cresce», il convegno promosso da Veneto Agricoltura nell'ambito di Space Meetings Veneto.
L'appuntamento è alla Hall 2 del Terminal Passeggeri alla Marittima, con una giornata costruita per chi vuole capire davvero dove si stanno spingendo la ricerca e l'industria alimentare — non solo verso l'orbita bassa, ma fino alla superficie lunare.
Dalla Terra alla Luna, e ritorno
Il punto di partenza è semplice: le missioni spaziali del futuro non potranno dipendere dai rifornimenti dalla Terra. Chi andrà sulla Luna — o più avanti su Marte — dovrà produrre cibo lì, con tecnologie che ancora stiamo mettendo a punto. E le soluzioni che si trovano per coltivare in microgravità, in suoli extraterrestri, con poca acqua e luce artificiale, finiscono poi per insegnare qualcosa anche all'agricoltura di casa nostra.
È questo il filo che lega l'evento: non una mostra di curiosità futuristiche, ma un ragionamento concreto su dove sta andando il sistema agroalimentare, spinto da bisogni che lo spazio rende estremi e urgenti.
Chi sale sul palco
I saluti istituzionali aprono la giornata con Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura, e l'assessore regionale all'Agricoltura Dario Bond. Poi si entra nel vivo con il panel «Nello spazio e sulla Luna: mangiamo per vivere o viviamo per mangiare?», al quale partecipano rappresentanti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), di Thales Alenia Space Italia e della Fondazione Melissa.
Tra i relatori di rilievo ci sono Roberto Ragazzoni, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, e Barbara Negri, vicedirettrice Scienza e ricerca dell'ASI. Ma il nome che attira forse più attenzione è quello di Franco Malerba: primo italiano ad andare nello spazio, nel 1992 a bordo dello Space Shuttle, e oggi voce autorevole su tutto ciò che riguarda l'esplorazione umana oltre l'atmosfera.
Mani nella terra (lunare)
Non solo convegno. Per chi vuole qualcosa di più concreto, c'è lo Space Agri Lab: un'area laboratoriale dove i partecipanti possono toccare con mano le tecnologie per coltivare in microgravità e su suoli extraterrestri. Fuori dalla Hall 2, per tutta la durata di Space Meetings Veneto, sarà allestita un'experience area che simula ambienti lunari e marziani — il tipo di installazione che rende un'idea astratta qualcosa che si capisce davvero stando davanti.
Nel pomeriggio spazio alla formazione professionale con la Space and Agri Masterclass, realizzata insieme a tre università internazionali: la University of Colorado Boulder, la University of the Basque Country e l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Chi partecipa potrà ottenere crediti formativi riconosciuti.
Un laboratorio che guarda lontano
L'iniziativa di Veneto Agricoltura non è un evento isolato. Si inserisce in un momento in cui l'interesse per le tecnologie spaziali applicate all'agricoltura è concreto e crescente, sostenuto da investimenti pubblici e privati a livello europeo. Le ricadute potenziali riguardano l'uso efficiente dell'acqua, la coltivazione in ambienti controllati, la resistenza delle colture a condizioni estreme — tutte sfide che il cambiamento climatico ha reso urgenti anche sulla Terra.
Il convegno del 13 maggio prova a fare da punto di incontro tra chi queste tecnologie le sviluppa e chi potrebbe adottarle. E lo fa in un formato che mescola istituzione, scienza, industria e formazione — con la Laguna di Venezia a fare da sfondo a domande che guardano decisamente oltre.











