5G in Lombardia, ancora sotto la media: un lombardo su cinque lo usa davvero
I dati di Segugio.it fotografano una regione in crescita ma ancora indietro rispetto al resto d'Italia sulla rete mobile
Se abitate in Lombardia e avete la sensazione che il vostro smartphone non vada mai così veloce come promesso dalla pubblicità, i numeri vi danno ragione. Un'analisi pubblicata da Segugio.it — basata sugli speed test raccolti dalla piattaforma nPerf — mette in fila i dati reali sulla rete mobile nella nostra regione, e il quadro che emerge è chiaro: la Lombardia cresce, ma resta sotto la media nazionale sia per velocità che per diffusione del 5G.
I numeri della Lombardia
Nel 2025, la velocità media in download per chi naviga da smartphone in Lombardia si è attestata a 95,1 Mbps, contro i 99,96 Mbps della media italiana. In upload si scende a 14,3 Mbps (il dato nazionale è 15,49 Mbps). La latenza, invece, è un'eccezione positiva: 40,41 millisecondi contro i 46,35 ms della media nazionale, il che significa una connessione più reattiva, anche se meno veloce in termini di banda.
Il dato che colpisce di più è però quello sul 5G. In Lombardia il segnale di quinta generazione è disponibile nel 18,83% dei casi. Sembra tanto, ma è circa sette punti percentuali in meno rispetto alla media italiana, che si ferma al 25,85%. Detto in modo semplice: meno di un lombardo su cinque riesce a sfruttare davvero il 5G quando usa il telefono.
Il confronto con il 2024 è incoraggiante
I dati del 2024 raccontavano una situazione ancora meno brillante: 85,3 Mbps in download, latenza praticamente invariata (40,84 ms) e una quota 5G all'incirca al 17,9%. In un anno la velocità in download è quindi cresciuta di quasi undici punti e mezzo percentuali, un miglioramento netto che dimostra come gli investimenti degli operatori stiano producendo risultati concreti sul territorio.
Resta però il divario strutturale con il resto del paese. Una regione come la Lombardia — prima per Pil, prima per popolazione, prima per concentrazione di imprese — si trova paradossalmente in ritardo rispetto alla media nazionale sul fronte della connettività mobile. Non è un dettaglio: le reti veloci e affidabili sono infrastrutture critiche quanto le strade o le ferrovie.
Cosa dicono gli esperti
Paolo Benazzi, Managing Director Utilities di Segugio.it, inquadra così la situazione: «i miglioramenti anno su anno e la buona velocità in download sulla media nazionale dimostrano gli sforzi rilevanti introdotti dalle aziende di telecomunicazioni in termini di connettività mobile. Rimangono alcune differenze territoriali importanti, soprattutto in download. Con queste performance, è davvero interessante identificare una tariffa mobile che garantisca convenienza, buona copertura 5G e un grande numero di dati a disposizione, idealmente illimitati».
Perché la rete mobile va a singhiozzo
Non è solo una questione di tecnologia disponibile. Le prestazioni reali di una rete mobile dipendono da almeno tre fattori: la potenza e la stabilità del segnale nella zona in cui ci si trova, la copertura effettiva del 5G e il livello di saturazione della rete — cioè quante persone la stanno usando in quel momento. Nelle ore di punta, nelle stazioni, negli stadi o nei centri commerciali, anche la rete migliore può rallentare sensibilmente.
I dati raccolti da nPerf vengono generati dagli utenti stessi, che eseguono test di velocità dal proprio smartphone. Sono quindi misurazioni "dal basso", che rispecchiano l'esperienza reale di chi naviga ogni giorno — non le condizioni ideali dei laboratori degli operatori.
Un paradosso tutto lombardo
Il fatto che la Lombardia, con Milano in testa, sia la regione più connessa d'Italia dal punto di vista della fibra ottica fissa, ma risulti sotto media sul mobile, apre qualche domanda. Le grandi città concentrano traffico enorme, e la rete deve reggere milioni di dispositivi connessi contemporaneamente. L'espansione del 5G richiede una densità di antenne molto maggiore rispetto al 4G, e nei contesti urbani densi i tempi di installazione si allungano per ragioni burocratiche e di accettazione sociale.
Il dato lombardo, insomma, non è solo una statistica: è lo specchio di una transizione tecnologica ancora incompiuta, in una regione che avrebbe tutti i numeri per guidarla.